Stop agli imballaggi

Ultimamente si è fatto un gran parlare della nuova forma di supermercato "green" sempre più diffuso nel nord Europa, Inghilterra e Germania in testa: il supermercato senza imballaggi.

La scelta di vendere prodotti sfusi non è certo un’idea nuova, se pensiamo ai mercati da sempre esistiti anche nella nostra Italia, ma questa volta la spinta arriva da presupposti ecologici e comprende tutta una serie di prodotti a cui prima non si era pensato: dalla pasta, al riso, alle spezie,…
In questa nuova ottica tutto viene privato di scatole, bottiglie, buste e confezioni, che il cliente porta da casa per acquistare la quantità preferita di prodotto e riciclarne gli imballaggi di volta in volta.


A Berlino Original Unverpackt è l’idea di due giovani imprenditrici ancora alla ricerca di fondi per l’apertura. Propongono la vendita di 600 prodotti accuratamente selezionati, sfusi, senza confezioni vistose e inquinanti, con un occhio di riguardo per i prodotti vegani.
Sarah Wolf e Milena Glimbovski hanno ideato questa start-up partendo da un dato che quasi spaventa: solo in Germania, vengono prodotti ogni anno 16 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggi. E la maggioranza di queste confezioni non possono essere riciclate.


Anche se in Italia gran parte dei rifiuti da imballaggio vengono recuperati (un 60-65% secondo il Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica), si registra una forte differenza tra regioni del nord e del sud “Per dare una misura, in Veneto si raccolgono 22 kg di imballaggi in plastica post consumo all’anno per abitante, in Sicilia siamo sui 3,5 kg” , dice Giorgio Quagliuolo, Presidente di Corepla. 
Ma in fatto di supermercati “no-packaging” non siamo affatto indietro.


Sono molte le catene, grandi e piccole, i franchising e le piccole attività commerciali con questi presupposti. La maggior parte sono, per forza di cose, in grandi città, ma guardando questo elenco troverete anche punti vendita dove non pensavate di trovarli. 
E si stanno diffondendo, grazie ad una coscienza bio ed ecologica sempre maggiore, soprattutto tra i giovani imprenditori. Se ne sono accorte anche le catene di grande distribuzione, che hanno pensato a dei dispenser per detersivi in angoli “verdi” del supermercato. Altri hanno optato per distributori di acqua o latte sfusi, con bottiglie da acquistare a parte da riutilizzare per gli acquisti successivi.
Non solo frutta e verdura (da scegliere rigorosamente con guanto usa e getta), quindi, ma tutto è potenzialmente vendibile senza imballaggi.

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