IKEA e la Gig Economy

TaskRabbit Inc., era una piccola start-up responsabile, insieme a poche altre realtà, della nascita di un nuovo tipo di economia digitale: la cosiddetta “gig economy”.
Ne abbiamo parlato anche in passato, l’economia “dei lavoretti” riguarda un tipo di lavoro a richiesta effettuato un po’ per arrotondare, un po’ per monetizzare capacità specifiche altrimenti non sfruttate.
Negli ultimi tempi è cresciuta del 26% nell'ultimo anno, soprattutto negli Stati Uniti, ma comincia a crescere anche in Europa.
In particolare TaskRabbit dedica le proprie risorse e competenze (60 mila lavoratori disponibili tramite web application e mobile app) all’assemblaggio dei mobili IKEA per chi non ha tempo o modo di farlo da sé.
Gli altri “lavoretti”, sempre molto richiesti, sono cose come l’aiuto per la spesa, le pulizie di casa e piccole riparazioni.


Il gigante Svedese non si è fatto attendere e ha annunciato l’acquisizione di TaskRabbit per migliorare il servizio ao propri clienti, aggiungendo il montaggio come opzione oltre all’acquisto on-line (come, peraltro, accade su Amazon in alcuni casi).
Secondo il Financial Times Ikea si sarebbe posta come traguardo 50 miliardi di fatturato totale entro il 2020, di cui almeno il 10% derivante dalle vendite online.
I lavoratori di TaskRabbit (chiamati Taskers ) continueranno a lavorare per il momento solo negli USA e in Inghilterra, ma con l’arrivo di IKEA le opportunità di lavoro potrebbero espandersi anche in altri paesi.
La strategia di IKEA pare dunque sempre più volta all’innovazione delle vendite anche tramite la nuova app IKEA Place che, tramite la realtà aumentata permette di posizionare i mobili all’interno della propria abitazione per vedere l’effetto finale.

Fonte: Ninja Marketing

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E-COMMERCE: TEMPI MATURI ANCHE IN ITALIA

L’e-commerce entra in fase di maturità anche in Italia.
Secondo i dati della diciottesima edizione 2017 dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano (in collaborazione con Netcomm) sarebbero due i fatti che spingono a ritenere i tempi maturi anche nel nostro Paese: per la prima volta il valore dei prodotti supererà quello dei servizi (52% contro 48%) ed un tasso di crescita generalizzato soprattutto per l’acquisto on-line di servizi (+7%) e beni fisici (+28%).
Si stima che entro fine anno il valore di beni e servizi acquistati online supererà i 23,6 miliardi (+17% sull’anno precedente).
Quasi a sorpresa, i prodotti che registrano gli aumenti più considerevoli sono gli ultimi in ordine di tempo ad essere sbarcati sulle piattaforme on-line, come l’alimentare (confezionato e fresco) con un +43% e quasi 850 milioni di vendite e l’arredamento con un +31% e quota 905 milioni.
Colonne portanti del commercio elettronico restano comunque l’elettronica di consumo e l’abbigliamento, come si evince dal grafico del Sole 24Ore

Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio osserva: «Se in passato il driver di crescita era il prezzo oggi è l’ampliamento dell’offerta il fattori chiave, diventa sempre più completa e ha un effetto traino soprattutto nei settori emergenti. A guidare le scelte c’è inoltre il servizio sia come, per esempio, l’esperienza d’acquisto o la consegna al piano nell’orario preferito».
Chi dunque si immette oggi nel mercato delle compravendite on-line investe soprattutto per migliorare l’esperienza d’acquisto rendendola il più possibile facile e immediata.
Non a caso il gigante del settore, Amazon, sta investendo massicciamente nella logistica creando lungo la penisola una rete di nuovi magazzini e, secondo alcune voci di corridoio, si starebbe dotando anche di un propria flotta di mezzi per coprire l’ultimo miglio verso i clienti.
La convenienza dell’offerta on-line resta un caposaldo per gli acquirenti, come dimostra il successo di piattaforme come Cashback world di Lyoness che permette di risparmiare restituendo una quota in denaro sugli acquisti fatti presso i siti web convenzionati.
I seller stanno investendo molto anche nell’export, per cui quest’anno si raggiungeranno i 3,5 miliardi di euro (+19%) soprattutto verso altri mercati europei e gli Usa, trainato da turismo e abbigliamento Made in Italy.

Fonte: IlSole24Ore 

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