Un negozio in un trolley

Se pensavate di averle viste tutte con i negozi su ruote, i temporali store e gli Ape-shop, il primo prototipo di “shop mobile” vi farà ricredere.
Si chiama Barraq ed è stato ideato da una startup di Bari per i venditori ambulanti. Si tratta in pratica di un negozio richiudibile fino a trasformarsi in un trolley dal peso di 11 kg, pensato inizialmente per i paesi in via di sviluppo.

@thebarraq.com


L’idea è venuta ad Antonio Spera, manager 37enne da tempo impegnato nella cooperazione internazionale, osservando le difficili condizioni di lavoro degli ambulanti di Nairobi, in Kenya. Barraq, nelle intenzioni degli ideatori, sarebbe in grado di risolvere questi problemi in quanto «apribile ma non montabile, richiudibile in un corpo unico e trasportabile con un trolley».

@thebarraq.com


Non solo, il negozio-trolley è anche dotato di un’alimentazione con un'autonomia di circa 8 ore che permette di illuminare e ricaricare smartphone, il Pos (tramite prese Usb) e ha un piccolo tetto per coprire dalla pioggia (alto fino a due metri e venti).
Sull’attuale prototipo hanno lavorato anche Mara Lomonaco, operatrice sociale; Giusy Ottonelli, architetto; Francesco Zanfardino, imprenditore e Silvio Pagliara, ingegnere biomedico.
Il progetto, brevettato, ha vinto nel 2014 la seconda edizione di “Valore assoluto”, bando della Camera di Commercio di Bari di sostegno alle startup (ottenendo un finanziamento di 100 mila euro).

Fonte: Corriere Innovazione

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I MIGLIORI CONCEPT STORE AL MONDO/3

Si tratta probabilmente di uno dei primi concept store realizzati, Colette a Parigi ha quasi 20 anni ed è famoso in tutto il mondo per essere stato un antesignano del genere.
Situato in Rue St. Honoré, prende il nome dalla sua creatrice, Colette Roussaux, che lo ideò insieme alla figlia Sarah Lerfel con l’idea di avviare un negozio nuovo, sorprendente e originale. Sarah stessa, sulle pagine del New York Times ha dichiarato che in gran parte il segreto di Colette è l’essere sempre un passo avanti agli altri perché: “Non abbiamo mai il tempo di fermarci a riflettere, siamo sempre in movimento, non ci fermiamo mai”.

@pressebox.com


Le scelte di Colette si basano fondamentalmente sull’intuito femminile delle sue creatrici a cui, secondo Stefano Pilati, stilista di YSL, “si deve la creazione un’area intera sulla mappa fashion di Parigi”.
Tutto ciò che avviene all’interno di Colette è perfetto e momentaneo, come le mostre d’arte o fotografia allestite all’interno dei magnifici saloni modernisti.

@samyroad.com


Da Colette potete trovare virtualmente qualsiasi cosa: dall’abbigliamento ai giocattoli, da libri e riviste alla musica, ma anche arredamento, gioielli,…sviluppati su tre piani e 740 metri quadri di punto vendita.
C’è addirittura un “water bar” che serve oltre 100 etichette di acqua minerale da tutto il mondo.

Grazie all’implementazione di canali di vendita on-line e tecnologie digitali viene oggi definito anche un negozio “Bricks and clicks” termine che indica l’integrazione di modelli di business tradizionali quelli più moderni.

Fonte: Mydomaine

 

 

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I MIGLIORI CONCEPT STORE AL MONDO/2

A quanto pare San Francisco è la culla delle novità anche per quanto riguarda il commercio, in un momento storico che viene definito come una sorta di rinascimento tecno-culturale.
Uno dei prodotti di quest’ondata di cambiamento è la numerosa serie di negozi e negozietti “concept” come il Samovar Tea Bar.
Già dal nome, che richiama il tradizionale contenitore metallico russo usato per scaldare l'acqua, si capisce la devozione alla bevanda del tè.

@slyscope.com


Questo negozio fa parte di una vera e propria fioritura di sale da tè sbocciata oltreoceano nell’ultimo anno o poco più: un ritorno al rito dell’ora del tè, con appassionati ed esperti di miscele e foglie della preziosa pianta.
Il Samovar Tea Bar celebra il procedimento dell’infusione attraverso un punto vendita (disegnato dal famoso studio Arcanum Architecture) tutto in materiali naturali: legno, pietra, marmo…ma con con un tocco moderno che all’apparenza richiama una birreria o un pub. Solo che al posto delle spine per la birra ci sono dei moderni samovar trasparenti e grossi pentoloni colmi di tè di ogni qualità tra cui scegliere.
Sul bancone si crea un arcobaleno di colori dei vari tè in contrasto con le texture monocromatiche del locale: pareti bianche o in pietra e tazze di ceramica allineate sui ripiani aperti.

@aesthetic-li.com


Anche in questo caso l’idea di base non è di per sé innovativa, ma una rivisitazione moderna di un’attività commerciale già esistente da centinaia di anni: la sala da tè inglese.
E’ la realizzazione nel concreto a renderla un concept innovativo, le scelte estetiche che lo rendono una sorta di “Apple Store del tè”, come è stato definito.
A questo viene affiancato un servizio moderno che comprende il take-away, l’ordine da casa, l’e-commerce e un menu pensato per affiancare i vari tè con pietanze dolci, salate, calde e fredde.

 

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Birchbox: l'etailer della bellezza

Birchbox - USA – New York

Tendenza chiave: Multi-sensor
Tendenze complementari: Nativo digitale; Personalizzazione; Sogni accessibili
Un etailer del beauty, innovativo e di successo, apre un negozio fisico per offrire ai clienti il massimo della sensorialità e l’integrazione con il web

Dati chiave
Format: specializzato beauty cross-canale
2014: prima apertura
400 mq su 2 piani
2.000 referenze, 250 brand

Dati ecommerce
2010: lancio ecommerce
6 Paesi
800.000+ clienti abbonati alla Birchbox mensile
100.000+ clienti attivi
70 mln $ di fondi raccolti

L'opportunità
E’ un trend ormai consolidato quello che induce gli etailer ad aprire anche negozi non (solo) digitali, ma fortemente integrati con gli altri canali. Le motivazioni sono varie: il rapporto fisico che si può stabilire con i prodotti, l’ascolto e la fidelizzazione dei clienti, l’opportunità di attirare nuovi clienti (anche meno digitali), la possibilità di fare test ed esperimenti, l’utilizzo del negozio anche come punto di ritiro degli ordini e dei resi. Birchbox è nata nel 2010 con l’ecommerce del beauty, un format e dopo 4 anni ha aperto il suo primo negozio dopo una fase di sperimentazione con negozi pop-up e corner temporanei in punti vendita di ampie dimensioni. Ha creato un concept unico iper-esperienziale, un approccio cross-canale e l’offerta di vari servizi integrati.


Il concept
Birchbox ha iniziato la sua attività vendendo online prodotti di bellezza, rossetti, eye liner, creme, prodotti per viso e capelli e accessori vari. L’assortimento è costituito da brand di qualità, ma non sempre conosciuti al grande pubblico. Per questo l’azienda ha creato un sistema per stimolare la prova dei prodotti: un abbonamento mensile che garantisce una scatola con 5 campioncini, di 5 categorie diverse. Due sono le caratteristiche innovative del servizio, che costa 10$ per le donne e 15$ per gli uomini: i campioncini sono spesso delle mini-taglie, quindi di dimensioni più grandi del normale, e la composizione delle scatole è una sorpresa, per quanto indirizzata sullo stile e le caratteristiche del cliente, ricavate da un questionario iniziale. Birchbox con questo sistema, che offre esperienza sensoriali nel commercio digitale, ha velocizzato la raccolta di email e informazioni sui clienti, e fidelizzato una crescente community, gratificata dall’elemento sorpresa a basso costo. Grazie a questo innovativo meccanismo, che stimola gli acquisti d’impulso, Birchbox stimolato molte vendite aggiuntive, senza cannibalizzare altri canali, riuscendo in pochi anni a vendere abbonamenti mensili ad oltre 800.000 clienti, di cui 100.000 ancora attivi.
Il passaggio successivo è stata l’apertura nel 2014 del primo negozio fisico. Il negozio è disposto come se fosse ‘il mobiletto beauty della tua migliore amica’, tutto da scoprire ed esplorare, riempito da una selezione accurata di oltre 2.000 referenze e 250 diversi brand. Il servizio BYOB (Build Your Own Birchbox) crea continuità con l’esperienza dell’abbonamento, consentendo ai clienti di comporre il proprio cofanetto in modo libero, secondo un modello di beauty buffet, al prezzo contenuto di $15.

Il negozio è naturalmente nativo digitale, con ampio e diffuso uso di tecnologia: schermi nel corner capelli e unghie per catturare l'attenzione dei clienti e vari iPad per poter approfondire le caratteristiche dei prodotti, ma anche per ispirarsi con gli ultimi stili di beauty e apprendere le tecniche di make-up grazie a numerosi tutorial. Grande attenzione viene data all'integrazione di tutti i canali e al coinvolgimento delle clienti. Ad esempio in negozio il display ‘Shop the top’ espone i dieci migliori prodotti secondo la classifica realizzata dalle clienti abbonate.
Poiché vi è un forte legame tra le clienti fedeli, abbonate al servizio on-line, e i prodotti, l’ambiente fisico facilita la creazione di un senso di community in-store e stimola le dinamiche di ‘acquisto sociale’, con gruppi di amiche, facilitate anche dalla diffusa presenza di tester e salviettine in ogni reparto. Birchbox offre anche servizi di acconciatura e corsi mirati per il trucco e la cura della pelle.
Tutti i canali digital sono curati con risultati notevoli: 500 milioni di contatti mensili e sistemi di personalizzazione della home page rafforzano il legame con il brand.

Chiavi dell’innovazione
• Multi-sensorialità diffusa
• Integrazione cross-canale online con negozio fisico (es. Shop the top)
• Personalizzazione dell’acquisto cofanetto

Caso tratto dalla ricerca internazionale di Kiki Lab – Ebeltoft Group, Retail Innovations 10, a cura di Fabrizio Valente

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